Safari in Kenya

Vaccini sì, vaccini no

Quando si viaggia, un discorso molto importante è quello dei rischi di certe malattie in alcuni paesi. Come per i documenti, che dobbiamo controllare personalmente di avere in regola, non sono i tour operator a dover avvertire sulle profilassi da effettuare, anche se poi ci sono operatori che gentilmente ne parlano.

Io mi rivolgo sempre all’ufficio d’igiene, i medici sanno dirci cosa è più sicuro fare, che profilassi adottare e spesso mostrano anche video o rilasciano fogli con altre precauzioni. Per cui consiglio sempre di passare e non di partire allo sbaraglio. Però so che ci sono molte persone che prenotano, si informano velocemente, decidono che non succederà niente di grave e partono lo stesso. Ricordatevi che vaccinarsi spesso serve anche per chi ci sta intorno, per non portare nel proprio paese malattie alla fine del viaggio.

Ci sono paesi africani per esempio, diventati meta comune e sogno di molte persone, come il Kenya o l’isola di Zanzibar, dove è possibile acquistare un last minute il mercoledì e partire il sabato, quindi non c’è neanche il tempo necessario per effettuare alcune profilassi necessarie come la malaria, che è purtroppo presente.

Non sono un medico, quindi non sta a me dirvi cosa fare o non fare su un articolo di internet, consiglio di andare sempre all’ufficio di igiene o almeno consultare siti seri come Viaggiare sicuri che vi daranno notizie in diretta non solo sulle malattie, ma su problemi di ogni natura, da guerre a sicurezza generale, oppure World Health Organization, in cui l’elenco è aggiornato periodicamente. Da leggere anche il documento Le Malattie del Viaggiatore, pubblicato dal ministero della salute. Ho consultato spesso forum dove i viaggiatori danno i loro personali consigli, ma ricordatevi che la salute è vostra ed è una sola, se a una persona è andata bene in vacanza, non è detto che non capiti niente a voi. Per la diarrea del viaggiatore classica, vi rimando ad un mio precedente articolo: ” La cosa più importante in viaggio è… la salute!”.

Se ne parla poco, ma anche nella mia città ci sono sempre casi di malaria, e sono successi in paesi turistici dove la maggioranza racconta di non aver visto neanche una zanzara, che era inutile vaccinarsi, che la maggioranza dei turisti non lo aveva fatto… Vi lascio i link per informarvi, io descriverò nei miei diari di viaggio quando, come e se mi sono vaccinata, a seconda delle mete. Per esempio, ogni tre anni prendo le pastiglie contro il tifo, sono tre da prendere a giorni alterni e proteggono non solo in caso di viaggi, ma anche nelle nostre città.

Garoda resort
Notti tranquille sotto alla zanzariera in Africa!

La differenza importante è quella tra vaccini obbligatori e raccomandati ( cioè consigliati, ma non obbligatori). I primi sono quelli da fare obbligatoriamente se si vuole entrare in un determinato paese, senza il quale si viene bloccati alla frontiera e rispediti al mittente: bisogna avere infatti un foglio con sè insieme al passaporto che attesti l’avvenuta vaccinazione.

E’ il caso della febbre gialla, che va effettuato almeno dieci giorni prima della partenza e dura una decina di anni. Oppure se si proviene da aree considerate infette, è obbligatorio per legge ( per esempio, dall’Italia per il Kenya non è obbligatoria, ma se si arriva da un paese a rischio, anche solo facendo scalo, si deve effettuare il vaccino). Alcuni vaccini sono obbligatori in Italia, non solo per viaggiare, come ad esempio quelli contro difterite e tetano, altri solo a seconda della meta di viaggio (ad esempio colera, febbre gialla, rabbia… ).

Altri sono fortemente raccomandati in certe zone, come per esempio la regione amazzonica in Perù e Bolivia o il Borneo malese o indonesiano, o consigliati come appunto anche solo una vacanza di mare in Madagascar, a Zanzibar o per un safari in Kenya. In questi casi è molto utile, sempre dietro consiglio medico, valutare se farli o no in base al proprio stato di salute, all’età, a quanti giorni si intende stare nel paese, alla stagione in cui si effettua il viaggio. Nella stagione umida o appena dopo è molto alto per esempio il rischio di essere punti da zanzare infette, mentre nella stagione secca soprattutto verso la fine, è improbabile che ce ne siano, quindi si può valutare di non sottoporsi a profilassi pesanti per un rischio molto basso.

Un caso a parte merita la malaria, poiché non esiste vaccino, ma una chemioprofilassi a seconda della specie di zanzara presente in loco, che permette nei casi peggiori di evitare almeno le complicazioni più serie. La profilassi è un metodo preventivo ma non copre con sicurezza al 100%;  contro le zanzare usare sempre anche la profilassi comportamentale: utilizzare sempre repellenti specifici, dopo il tramonto vestire con pantaloni lunghi e maglie a manica lunga, meglio se di colori chiari, negli hotel dormire sotto la zanzariera ed accendere l’aria condizionata, evitare l’uso di profumi.

I due più conosciuti farmaci antimalarici sono il Lariam e il Malarone. Il primo è mutuabile e più economico ed è quello scelto dalla maggioranza per questi motivi, presenta però una serie di possibili effetti collaterali, quali diarrea, nausea, vomito, dolori vari… io lo prenderei per viaggi impegnativi di effettiva necessità o che si sognano da tutta una vita, non per andare una settimana al mare e rischiare di non uscire dalla camera: piuttosto cambierei meta.

Ma questa è una mia personalissima opinione. Il Lariam non è di solito consigliato infatti per viaggi brevi di una sola settimana poiché va preso per un lungo periodo. Sotto forma di compresse, si inizia a prendere da una a tre settimane prima della partenza, si prosegue per tutto il viaggio e si prende ancora fino a quattro settimane dal rientro.

Il Malarone presenta meno effetti collaterali, è più tollerato, si deve prendere per meno tempo (si inizia uno o due giorni prima del viaggio e si prosegue per una settimana dopo il rientro), il lato negativo è che ogni scatola costa il doppio del Lariam e non è mutuabile, però per rovinarsi un viaggio o peggio, la salute, secondo me meglio prenderlo in considerazione. E’ adatto nel caso di last minute o viaggi brevi, quando non si ha tempo di iniziare un altro tipo di profilassi o non si vuole assumere per lungo tempo.

La malattia viene trasmessa all’uomo dalla zanzara femmina del genere Anopheles, attraverso protozoi del genere Plasmodium, che punge solitamente dal tramonto all’alba: nel caso di malaria terzana maligna, il cui agente è il Plasmodium falciparum, l’esito può essere letale. Nel caso di febbre o sintomi influenzali al ritorno dal viaggio, comunicare sempre tempestivamente ai medici di essere di ritorno da zone endemiche.

Non voglio spaventare nessuno con questo articolo, penso che ognuno abbia un destino, ma con la salute non si scherza: andate all’ufficio di igiene, i medici sapranno consigliarvi sui vaccini e sulle migliori profilassi da fare, poi potrete decidere voi come comportarvi ma informatevi sempre. Non affidatevi ai forum dei viaggiatori, che possono come me, darvi i loro personali consigli a seconda della loro esperienza, ma niente di più. Compromettere una vacanza è un peccato, compromettere la salute è una cosa un po’ più seria. Ricordate che i casi di malaria in Italia sono tutti contratti all’estero.

Safari in Kenya
Nella savana durante il safari: le camere nel lodge avevano le finestre aperte per sentire i suoni degli animali, ma con le zanzariere e anche il letto ha la zanzariera da tirare quando si va a dormire

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