Il tunnel di Sarajevo: visita al tunnel che ha salvato la città negli anni ’90

Se siete a Sarajevo pochi giorni o, come noi, l’avete scelta come meta di una settimana per conoscerla bene ed esplorare i dintorni, è immancabile una visita al Tunnel Spasa, il Tunnel che ha permesso alla città letteralmente di sopravvivere durante gli anni bui della guerra in Bosnia ed Erzegovina che ha imperversato nel pieno degli anni ‘90 (tanto che è conosciuto anche come Tunnel della Speranza), non molto distante dalla tranquillità delle nostre case.

Ecco qui di seguito alcuni cenni storici e tutte le informazioni necessarie per raggiungere questa meta imperdibile.

Il Tunnel della Speranza

A pochi anni dalla gloria dei giochi olimpici invernali, durante i quali nessuno avrebbe potuto immaginare una tragedia simile, soprattutto dopo ciò che era accaduto ad Auschwitz, Dachau e tutti gli altri campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale, ecco che il mondo scopriva nuovamente l’orrore nel pieno della moderna Europa.

Questo tunnel ha permesso il passaggio di viveri, abiti, medicinali, animali, aiuti umanitari, perché collegava la città, passando sotto la zona neutrale dell’aeroporto protetto dalle Nazioni Unite, con un’altra parte di territorio bosniaco.

Abiti e suppellettili risalenti alla guerra in Bosnia ed Erzegovina
All’interno del museo sono conservati equipaggiamenti ed abbigliamento risalenti alla guerra, per lo più giunti a Sarajevo proprio grazie alla presenza del tunnel.

Sarajevo era stata infatti completamente isolata dalle forze serbe che la tenevano sotto assedio, senza gas, acqua, luce, e questo tunnel si rivelò fondamentale per la sopravvivenza di Sarajevo e dei suoi abitanti.

Generatore di corrente elettrica risalente al periodo delle guerra in Bosnia ed Erzegovina, realizzato con il motore di una vecchia Fiat 126
Un generatore di corrente elettrica risalente al periodo delle guerra in Bosnia ed Erzegovina. Da quanto ci è stato detto, era stato realizzato con il motore di una vecchia Fiat 126.

Qualcuno grazie al tunnel è riuscito a scappare e a salvarsi la vita. Si transitava a oltranza da entrambe le parti. I serbi avevano intuito che ci fosse qualcosa del genere, ma non sono per fortuna mai riusciti a trovarne la collocazione esatta.

Famiglia Kolar presso il tunnel di Sarajevo
Un’immagine della famiglia Kolar, proprietaria della casa situata in zona Dobrinja

Il tunnel fu scavato con pale e picconi, ma anche a mani nude, da numerosi cittadini durante gli anni dell’assedio sotto la casa della famiglia Kolar, in pochi mesi nel 1993: oggi sono visitabili e attraversabili circa 20 metri degli 800 originari, perché buona parte del tunnel, terminata la guerra, è stata abbandonata ed in seguito, è crollata.

All'entrata del tunnel di Sarajevo
L’entrata del tunnel, da cui è possibile percorrere i pochi metri accessibili dai turisti

Il tunnel è largo 0,80 metri e alto circa 1,60 metri, provate ad immaginare in che condizioni precarie le persone trasportavano qualsiasi cosa, la stima è di un passaggio giornaliero di circa 3000 / 4000 individui.

All'interno del tunnel di Sarajevo
È possibile percorrere una parte del tunnel originale

Prezzo del biglietto e orari

Il biglietto standard per l’ingresso costa 10 marchi bosniaci (che scendono a 5 per gli studenti) e come pagamento vengono accettati solo i marchi bosniaci. Niente euro e niente carte di credito. Ricordatevi quindi di cambiare la vostra valuta.

Oltre all’ingresso e alla visita del sito si può assistere alla proiezione di un documentario per farsene un’idea; inoltre, sono presenti diverse foto e cimeli come abiti e strumenti utilizzati per costruirlo. L’intero complesso può essere considerato un museo dedicato alla guerra in Bosnia-Erzegovina.

Zona esterna del museo del tunnel di Sarajevo
La zona esterna del museo; sulla sinistra sono esposte le fotografie delle persone che hanno aiutato alla realizzazione del tunnel.

Per quanto riguarda gli orari del museo sono i seguenti:

  • Dal 1 aprile al 31 ottobre: 09:00 – 17:00 (ultimo accesso alle 16:30)
  • Dal 1 novembre al 31 marzo: 09:00 – 16:00 (ultimo accesso alle 15:30)

Come arrivare al Tunnel di Sarajevo

Il Tunnel di Sarajevo è vicino all’aeroporto, a circa 6 km dal centro di Sarajevo; per arrivarci percorrerete sicuramente il Viale dei Cecchini; se non avete a disposizione un’auto, potrete raggiungerlo in taxi, con i mezzi pubblici o acquistando un tour organizzato.

Taxi o auto

Il taxi è una buona opzione per raggiungere il tunnel nel caso in cui si desideri visitarlo in modalità fai da te. Impiegherete circa 20 minuti (salvo traffico), più o meno quanto necessario per raggiungere l’aeroporto.

Noi abbiamo chiesto informazioni sul prezzo richiesto da un taxi per portarci fino al tunnel e ci è stato indicato un costo di circa 15 marchi bosniaci (più o meno 7 euro al cambio del momento).

A questi vanno aggiunti ovviamente i costi del biglietto per entrare nel museo e il costo per tornare poi in centro città.

Mezzi pubblici

Se puntate al risparmio potrete utilizzare i mezzi pubblici ma, nonostante il costo più ridotto, è certamente la soluzione più scomoda.

Secondo le informazioni che ci sono state fornite, non esiste infatti una linea diretta che permetta di raggiungere il tunnel di Sarajevo con un mezzo pubblico e con buona probabilità dovrete fare dei cambi di linea e percorrere almeno un kilometro a piedi (o anche di più a seconda della combinazione di mezzi pubblici che decidete di scegliere.

Da non trascurare anche il tempo di percorrenza, che sfiora i 60 minuti, invece dei 20 minuti previsti in taxi o auto.

Tour organizzato

La scelta migliore in questo caso è quella di affidarsi ad un tour organizzato, poiché per pochissimi euro in più rispetto al prezzo del taxi avrete inclusi – oltre al trasporto andata e ritorno – la guida che vi spiegherà approfonditamente la storia del museo e della guerra in Bosnia e il biglietto d’entrata per il tunnel.

Nel giro di un paio di ore sarete nuovamente in città, avrete guadagnato tempo ed avrete vissuto un’esperienza più completa. Noi ci siamo affidati a Sarajevo Insider (prezzo di 15 euro a persona) e ne è valsa veramente la pena.

In particolare il valore aggiunto dato dalla presenza di una guida preparata (in questo caso parlante in inglese) ha arricchito la nostra visita, aggiungendo informazioni utili a proposito del tunnel e contestualizzando l’importanza all’interno dello scenario di guerra cui apparteneva.

Davanti alla facciata della casa della famiglia Kolar
Davanti alla facciata della casa dei Kolar: all’esterno sono ancora evidenti fori di proiettile e i danni causati dalla guerra, a testimonianza di quanto successo.

Sarajevo porta ancora segni tangibili del disastro della guerra, perchè nonostante stia facendo di tutto per uscirne, è stato un evento troppo doloroso ed eclatante in un’epoca in cui si sperava non accadessero più barbarie del genere in piena Europa.

Molti sostengono che il Tunnel sia stato la salvezza di Sarajevo, per questo secondo me è fondamentale visitarlo… In città oggi si passeggia, si beve un aperitivo o si gusta un burek, grazie al Tunnel… come prima della guerra.


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