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TripAdvisor, strumento utile o di possibile danno?

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Certificato d’eccellenza

Negli ultimi anni sono diventata sempre più selettiva nella scelta degli hotel che per me sono molto importanti durante un viaggio, mi piace proprio sceglierlo a seconda di come sono le stanze, di cosa offre e della posizione; ho addirittura praticamente già idea di dove voglio soggiornare per tanti viaggi che mi mancano ancora.

A qualcuno basta che l’hotel sia pulito, tanto si deve solo dormire, ad altri interessa avere la stanza accogliente, magari piscina e altre coccole proprio perché torna da una giornata di visite pesanti o di nuotate al mare. Per me l’importante è viaggiare, è vero, ma appartengo alla seconda categoria: l’hotel deve proprio piacermi, mi devo sentire contenta come a casa, altrimenti chiusa la porta della stanza mi viene la depressione. Soprattutto se ci devo restare una settimana o più.

Le recensioni degli hotel sono scritte da chiunque abbia soggiornato anche solo una notte, quindi di clienti che ci sono stati in prima persona e per questo molto utili. Sempre pensando che “ognuno del suo cuor l’altrui misura”… nel senso che io sono molto sincera quando scrivo una recensione, mi immedesimo in chi leggerà e a cui potrò essere utile con la mia esperienza, sempre soggettiva in base alle proprie idee e anche alle proprie aspettative.

Ma se non fossero tutti sinceri? Se ci fosse qualcuno che paga per avere recensioni positive o per farne di negative alla concorrenza? Federalberghi ha da poco denunciato TripAdvisor perchè sembrerebbe che il sito americano non controlli le recensioni, visto che ne sono spuntate addirittura su hotel chiusi da anni!

Il sito TripAdvisor è sempre stato molto utile per me, ho iniziato a consultarlo e mi trovavo spesso in accordo con la maggioranza delle opinioni, per cui ho iniziato anche io a lasciare recensioni dettagliate sugli alberghi dove soggiornavo, ogni tanto qualcuno mi scrive e mi chiede consiglio e io faccio altrettanto quando inizio a scegliere una meta e l’hotel. Mi impegno veramente a descrivere nei minimi particolari le stanze, i ristoranti presenti, la struttura, se siamo in vacanza al mare gli spettacoli e l’animazione, le piscine, la posizione, la qualità del sonno, tutto.

Se su 300 recensioni per esempio, ce ne sono due negative e magari di anni prima, non ci faccio molto caso ma valuto soprattutto le più recenti e cerco anche di capire di che tipo sono le lamentele; se uno si lamenta perchè alle Seychelles non ha due tv in camera, non la conto neanche perché per me non sarebbe importante.

Se le lamentele sono invece di tipo igienico, scarto immediatamente l’hotel, come mi è capitato a Capo Verde: un villaggio molto pubblicizzato costava parecchio meno di quello dove sono poi andata, ma le recensioni parlavano di episodi seri di diarrea e il personale dell’hotel continuava a rispondere che era normale in tutta l’isola. Peccato che non fosse così, nel mio hotel sono fortunatamente poi stati tutti bene e in aereoporto al ritorno ho parlato di persona con gente che purtroppo era stata in quel villaggio criticato ed erano stati ammalati in camera tutta la settimana.

Nel mio caso le recensioni sono sempre servite, a volte per avere l’hotel con la spiaggia migliore o con un’ottima cucina, anche perché ritengo che da catalogo le foto siano tutte belle e se si va nelle agenzie viaggio vengono consigliati tantissimi hotel e villaggi che visti dal vivo non prenderei neanche in considerazione. Speriamo che possa essere così per tutti perché è uno strumento molto utile per non andare completamente allo sbaraglio come si faceva una volta.

Critiche o non critiche, quasi sempre quando mi alzo dal tavolo di un ristorante o me ne vado da un hotel, mi viene richiesto dal proprietario in persona di lasciare una recensione su TripAdvisor…

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