Petra

Petra, la Città Rosa

Petra
Petra, la Città Rosa

Finalmente Petra! Uno dei sogni più grandi di ogni viaggiatore, per me si è avverato nel giugno 2018, quando mi sono decisa a prenotare un viaggio in Giordania, partendo dalla capitale Amman, fino al deserto del Wadi Rum. Ogni giorno è una scoperta continua, pieno di luoghi affascinanti: rovine antiche, canyon, terme naturali, luoghi religiosi, deserto, gente ospitale, il Mar Rosso trasparente, il Mar Morto con i suoi ricchi trattamenti, cibo squisito e natura mozzafiato. Un viaggio in Giordania è questo e molto di più! Ma non posso negare che già solo Petra, la Città Rosa dei Nabatei, valga il viaggio!

Tesoro Petra
La facciata del Tesoro vista dal Siq

Uno dei luoghi più misteriosi al mondo, da sempre nell’immaginario come le piramidi egiziane, il Machu Picchu in Perù, la mitica Samarcanda o i Moai dell’Isola di Pasqua in mezzo all’Oceano Pacifico!

Verso Petra
Lungo la Strada dei Re

Dopo un giorno e una notte rigeneranti sulle rive del Mar Morto, ripartiamo verso Petra, attraverso la Strada dei Re con i suoi bellissimi panorami. Effettuiamo una breve sosta per visitare i resti del castello crociato di Shobak, che si erge su una roccia dominando un paesaggio selvaggio: che emozione ripercorrere la storia e calpestare i luoghi dove passarono re Baldovino e del feroce Saladino.

Castello di Shobak
All’interno di ciò che resta del castello crociato di Shobak

Proseguiamo verso Beida (Al Beidha), chiamata anche la Piccola Petra. Consiglio di visitarla prima della Città Rosa, perchè è un piccolo gioiello e prepara alla visita della ben più nota Petra e vederla dopo potrebbe magari non destare l’attenzione che merita.

Beida Giordania
Beida

Questo sito fu abitato fin dal Neolitico, molto tempo prima dei Nabatei, ed è ancora oggi uno dei siti neolitici meglio conservati al mondo. Come per il sito più grande di Petra, anche qui a Beida si accede alla città attraverso uno stretto siq, lungo circa 400 metri.

Piccola Petra
Arrampicandomi a Beida, scorci stupendi…

Beida, la Bianca, è un sito archeologico con abitazioni scavate nelle pareti dei canyon di arenaria: tra questi, è stata scoperta anche la Casa Dipinta, chiamata così perchè sul soffitto si trovano degli affreschi stupendi, che potrebbero rappresentare l’adorazione per Dioniso.

Giordania da sogno
La Piccola Petra

Terminata la visita, giungiamo a Petra! Patrimonio dell’umanità dell’Unesco, una delle 7 meraviglie del mondo moderno, scoperta solo nel 1812 da un esploratore svizzero e uno dei luoghi più magici sulla Terra. La Città Rosa, capitale dei Nabatei, popolo di nomadi ancora oggi avvolto nel mistero, venne abitata anche dai beduini e abbandonata per secoli, prima di essere scoperta dal mondo moderno.

Petra
Asini, muli, cammelli, cavalli e beduini: gli abitanti di Petra sono loro

La maggior parte dei turisti visita Petra in un giorno o due, ovviamente il sito è enorme e ci vorrebbe più tempo per visitarlo tutto, anche perchè i km che si macinano sono veramente molti e sotto il sole cocente.

Petra Siq
Camminando lungo lo spettacolare Siq

Ancora oggi raggiungibile solo a piedi, è comunque ben servito, ci sono negozi e bar ad ogni angolo e per chi non se la sente di percorrere a piedi il Siq, lungo circa 1,2 km, si può affittare un asinello, un calesse o un cavallo. Sconsiglio però di prendere un cavallo all’andata, perchè il Siq (la lunga spaccatura nella roccia, che porta all’entrata di Petra) va apprezzato a piedi, contemplando lentamente; al massimo al rientro, quando davvero si è goduto del luogo e si è stanchi, si può ricorrere a un mezzo di trasporto.

Tomba dell'obelisco a Petra
Tomba dell’obelisco, prima dell’entrata nel Siq

Io ho preferito percorrere a piedi il Siq sia all’andata che al ritorno e godermi lentamente questa magica città che sognavo da tempo. Ho preso un cavallo, ma ormai all’uscita del Siq, dove si trova la Tomba dell’Obelisco (un monumento funerario), perchè amo cavalcare ed era da tempo che non lo facevo.

Giordania a cavallo
A cavallo, a fine giornata

Lungo il Siq si può ammirare il complesso sistema idrico dei Nabatei, paragonabile agli acquedotti romani. Siamo entrati al mattino e usciti quando ormai il sole tramontava e i colori che la luce solare formava tra le rocce del Siq e davanti al Tesoro, erano completamente diverse, rendendo il luogo irresistibile!

Tesoro Petra
Petra al mattino con la luce del sole
Giordania
Alla sera, lasciando Petra, le luci non illuminano più la facciata del Tesoro

Alla fine del Siq, appare all’improvviso il monumento più noto di Petra: la facciata del Tesoro del Faraone incisa nella roccia! Trovarsela davanti è veramente stupendo, è così intensa la commozione che avrei voluto fermare il tempo. Sono convinta che nella vita tornerò a Petra! Di fronte, c’è la Sala Sacra, mentre in cima allo “Jebel Madbah” si trova l’Altura del Sacrificio, dove i Nabatei sacrificavano animali probabilmente per placare le ire delle divinità.

Petra
Alle mie spalle, finalmente si intravede il Tesoro, alla fine del Siq!
Petra Tesoro
Magnifico trovarsi davanti al Tesoro, il monumento più famoso di Petra

Abbiamo trascorso tutta la giornata girando per il sito, oltre 800 monumenti tra tombe, sale, il Teatro, la Chiesa bizantina, le Tombe Reali, la Strada colonnata (costruita dai romani dopo la conquista nabatea), il Tempio Grande, musei, santuari ed edifici vari, incontrando beduini, asinelli, cammelli, negozianti, guardie militari…

Petra Giordania
In giro per Petra
Giordania guardia
Guardia giordana a Petra

Mi sono fermata in una tenda beduina per bere un tè e comprare un kajal arabo, utilizzato fin dall’antichità da donne e uomini per proteggere gli occhi dai raggi solari e dal sole. Mi hanno anche truccata e vestita come una donna beduina, esperienza vissuta già a Dubai.

Kajal arabo in Giordania
Durante la fase trucco
Kajal a Petra
Eccomi qui, con i tipici copricapi e il kajal nero sugli occhi

Dopo pranzo, consumato in uno dei ristoranti all’interno, decidiamo di proseguire fino al Monastero (al Deir), un edificio scavato nella Roccia simile al Tesoro ma molto più grande. Il percorso per arrivarci inizia dopo la Strada Colonnata, è in salita, oltre 800 gradini e abbastanza faticoso soprattutto sotto il sole, ma sinceramente non ho trovato che fosse così estenuante come avevo sentito raccontare: sarà che l’entusiasmo che ho quando viaggio non mi fa mai sentire la stanchezza!

Monastero Petra salita
Salendo al Monastero
Petra al Deir
Lungo la strada verso il Monastero

Comunque per me vale la pena di arrivare in cima per vederlo. Bisogna calcolare un 45 minuti all’andata e altrettanti al ritorno, anche qui se non ve la sentite a piedi, si può percorrere a dorso di mulo e durante la salita ci sono delle bancarelle, un paio di punti di ristoro e un bar all’arrivo, davanti al Monastero. Da qui, si può ancora proseguire fino alla Tomba di Aronne.

Monastero di Petra
Il Monastero, simile al Tesoro, ma molto più grande

Petra si può visitare anche la sera (Petra by Night, di lunedì, mercoledì e giovedì) con le luci delle candele: si percorre tutto il Siq fino al Tesoro, dove si resta ad ammirare la facciata sorseggiando un tè e con una musica in sottofondo. Consiglio però di farlo la sera dell’arrivo a Petra, e non il giorno della visita intera, perchè dopo una giornata passata tutto il giorno nel sito diventa particolarmente pesante tornarci anche dopo cena.

Petra Guardie Reali
Con una Guardia Reale a Petra

Abbiamo soggiornato nel paese di Wadi Musa (che significa “Valle di Mosè”), antico villaggio di beduini, sorto intorno a Petra, trasformatosi con l’arrivo del turismo. Noi abbiamo scelto di pernottare nella parte alta, allo Sharah Mountains Hotel. In paese, consiglio assolutamente il ristorante My Mom’s, con cibo tipico giordano e un bellissimo panorama dal terrazzo arredato come una tenda beduina. Abbiamo gustato alcuni antipasti come l’hummus (la crema di ceci accompagnata dal pane arabo) e la crema di melanzane (baba ganush), e il piatto nazionale giordano (mansaf) a base di riso, agnello, pinoli, spezie e yogurt. Avendo viaggiato durante il periodo del Ramadan, abbiamo trovato ovunque un tipico dolce che si mangia in questo periodo: il qatayef a forma di mezzaluna, simbolo dell’Islam, è una pasta con diversi ripieni (come noci, pistacchi, formaggi…) che va intinta nello sciroppo.

Giordania dolce mezzaluna
Dolce tipico del Ramadan, a forma di mezzaluna

Il viaggio l’ho organizzato tramite Evaneos, che avevo già utilizzato per scoprire l’Uzbekistan, e con l’agenzia giordana Enjoy Jordan Tours & Travel. Le ore di volo dall’Italia sono circa 4.

Beida Giordania
Con i beduini a Beida

8 commenti

  1. Anche per me arrivare a Petra è stato un sogno coltivato a lungo, ricordo benissimo le emozioni che ho provato e la felicità nel momento in cui ho realizzato che ero lì!

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