Malaria Zanzibar Kenya

Malaria, precauzioni e profilassi

La malaria è una malattia provocata da Plasmodi, parassiti che vengono inoculati nell’uomo tramite la puntura di zanzare anofele femmine infette. Il rischio di trasmissione della malaria si manifesta principalmente dal tramonto all’alba, poichè la zanzara anofele è attiva nelle ore serali e durante la notte.

La maggior parte delle infezioni da malaria sono dovute a 4 specie di plasmodi: l’infezione da Plasmodium falciparum è detta “febbre terzana maligna”, quella da P. vivax e da P. ovale è detta “febbre terzana benigna” e quella da P. malariae è detta “febbre quartana” (la forma meno grave di malaria).

Al momento non esiste ancora un vaccino contro questa malattia che può rivelarsi mortale, soprattutto se non riconosciuta e curata in tempo, ma si possono e si devono attuare precauzioni tramite la profilassi comportamentale e se necessario, a seconda della zona visitata e della stagione, una chemioprofilassi antimalarica. Prima di partire per un viaggio in paesi a rischio, è sempre meglio informarsi tramite la Asl su cosa sia meglio fare nel nostro personale caso.

Non esiste ancora nessun farmaco infatti, che protegga con certezza assoluta e non sia privo di effetti collaterali, e anche attuando una chemioprofilassi a base di clorochina, chinino, Lariam o Malarone non si è immuni al rischio di malaria, per cui si dovranno sempre adottare tutti gli accorgimenti per non essere punti. Anche dove la malattia è presente, si deve valutare la durata del soggiorno (solitamente la malaria ha un’incubazione di 7/8 giorni dalla puntura di una zanzara infetta, per cui se si fa una settimana di vacanza, in ogni caso ci si ammalerebbe al rientro a casa; una febbre anche alta, che insorge nel giro di 3/4 giorni dall’arrivo in un paese a rischio, non è da considerarsi malaria…), se ci sono forti disinfestazioni nei resort e nei luoghi visitati, e la stagione (durante quella umida i rischi sono maggiori, nella stagione secca la presenza di zanzare è quasi nulla e così il rischio). Inoltre, il rischio non esiste oltre i 1800/2000 metri di altitudine e al di sotto dei 16 gradi di temperatura.

I sintomi principali sono brividi improvvisi, febbre e sudorazione, altri sintomi secondari possono essere, stanchezza, inappetenza, mal di testa, tosse… e la diagnosi avviene tramite analisi del sangue specifiche. Poichè la diagnosi e le cure devono essere tempestive e i sintomi spesso simili a quelli di una banale influenza, il sospetto di malaria deve insorgere per tutti coloro che presentano segni febbrili di ritorno da un viaggio ai tropici. In generale, i farmaci utilizzati per prevenire la malaria sono gli stessi usati per curare la malattia.

Il Lariam (meflochina) va assunto una volta alla settimana sempre nello stesso giorno, a stomaco pieno e ingerendo molta acqua, iniziando 1/2 settimane prima del viaggio, continuando in loco e ancora fino a 4 settimane dal rientro a casa. Il Lariam è mutuabile, ma sono stati riscontrati diversi effetti collaterali, quali mal di stomaco, nausea, diarrea, ansia, allucinazioni e mal di testa.

Il Malarone non è mutuabile, ma non sono stati riscontrati effetti collaterali significativi, si assume in un’unica soluzione giornaliera sempre alla stessa ora, iniziando 1/2 giorni prima dell’arrivo nella zona a rischio, continuando per tutti i giorni di permanenza e terminando 7 giorni dopo il rientro in Italia.

Malaria proteggersi
Quando si entra, basta assicurarsi che non ci siano insetti all’interno e… buon riposo!
Malaria Zanzibar Kenya
Dormire sotto alla zanzariera è anche romantico!

Spesso chi effettua la chemioprofilassi tende ad abbassare la guardia e ad essere punto comunque, mentre deve continuare ad attuare i comportamenti preventivi come chi non prende medicinali. La migliore difesa resta la profilassi comportamentale:

  • dormire in stanze chiuse o con zanzariere alla finestra, se possibile sotto a una zanzariera disposta intorno al letto controllando che non sia rotta;
  • utilizzare aria condizionata in camera, poichè le zanzare non vivono a temperature basse;
  • spruzzare insetticidi a base di permetrina nella stanza, su pavimenti, muri, intorno al letto (noi portiamo il BioKill, ma solitamente il personale dell’hotel passa a spruzzarli in stanza verso sera);
  • indossare abiti di colore chiaro e, dal tramonto, con maniche e pantaloni lunghi che coprano il più possibile (accorgimenti per le zone più pericolose);
  • utilizzare spray contenenti DEET o KBR ( io utilizzo Autan Tropical o il Jungle Molto Forte, colore rosso) nelle zone del corpo esposte, ripetendo l’applicazione ogni 3/4 ore.
Kenya malaria zanzariere
In Kenya dormivamo sotto alla zanzariera

Durante il mio viaggio in Kenya ho scelto di non vaccinarmi, sempre consultando l’ufficio di igiene, poichè il viaggio si svolgeva nel mese di marzo durante la stagione secca (non ho infatti visto zanzare…) Stesso discorso per il viaggio nell’isola di Zanzibar, nel mese di settembre, durante la stagione più ventilata. La scelta è molto personale e va valutata con personale medico competente, che terrà conto di diversi fattori, dalla stagione al tipo di vacanza, e non a seconda dei commenti trovati sui vari forum o dei vari amici che ci sono stati. Io ho deciso per me stessa, in luoghi dove il rischio era veramente minimo, ma non vado a dire a nessuno di non fare profilassi solo perchè non sono stata punta io, e la effettuerei per altri tipi di viaggi.

E’ fondamentale essere coscienti che il rischio esiste, che non ci sono vaccini o profilassi che coprano al 100%, non sottovalutare sintomi quali febbre (anche a distanza di sei mesi dal rientro a casa), specificando ai medici che si è stati in paesi a rischio. La profilassi comportamentale e la consapevolezza sono spesso le uniche misure preventive da attuare in soggiorni brevi… la malaria terzana maligna, il cui agente è il Plasmodium Falciparum, può essere letale.

Africa, Kenya
E adesso pronti per un safari!

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