Tokyo

Le mille luci di Tokyo

Giappone, paese misterioso, elegante, patria dei tanti cartoni animati con cui siamo cresciuti, un estremo misto di modernità e tradizione, dove i grattacieli crescono accanto a templi incantati e ragazze in sexy minigonna passeggiano accanto a signore avvolte nei loro classici kimono, terra con una scrittura per noi incomprensibile, arti ancora da svelare, ristoranti con ogni sorta di piattini preparati nei minimi particolari, come la cucina kaiseki, la più raffinata.

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In giro per Shinjuko

Dopo diversi mesi di organizzazione, a maggio 2013 partiamo finalmente per uno dei nostri sogni: il paese del Sol Levante. Il mese è perfetto, una tarda primavera, troviamo due settimane di sole ininterrotto e splendide giornate, senza troppi turisti, che si recano soprattutto ad aprile per i matsuri, i tipici festival, e per vedere la fioritura dei ciliegi.

Un altro periodo consigliato è l’autunno, sempre per i colori spettacolari che si possono vedere nei molti parchi e il clima mite. L’inverno può essere gelido, specie a Nord e l’estate tanto afosa. Il mese di giugno è da evitare per le forti piogge.

In questo articolo vi parlerò solo della capitale, la frenetica Tokyo, poichè è immensa, la prima tappa del nostro viaggio. In seguito proseguiremo per Kyoto, Hiroshima e Osaka, con visite ad altri siti che vi descriverò dettagliatamente.

Il volo aereo non è così lungo come credevo, ne ho effettuati di più impegnativi: facciamo scalo a Helsinki in Finlandia, circa 3 ore e mezzo e in seguito direttamente fino a Tokyo, circa 8 ore. Ci fermiamo quasi una settimana, in modo da poter visitare le parti della città che ci interessano maggiormente e un paio di escursioni a Nikko e a Kamakura.

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Tra i grattacieli, sfrecciano i veloci treni in centro città

Soggiorniamo nel quartiere di Shimbashi, al Park Hotel e dalla camera abbiamo una vista spettacolare sulla città e sulla torre di Tokyo, riproduzione rossa della Tour Eiffel parigina, uno dei simboli della capitale nipponica.

Siamo vicini alla stazione ferroviaria con l’orologio prodotto dalla casa di animazione Ghibli, che ogni ora offre il suo spettacolo ai passanti. Il viaggio lo effettuo in compagnia di mio marito e di mia suocera, con la quale ho un ottimo rapporto e quando riusciamo, partiamo insieme. In questo viaggio ci siamo divertiti tantissimo!

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Vista dalla camera con la Tour Eiffel illuminata

Il primo giorno ci rilassiamo per riprenderci dal fuso, pranziamo in un ristorantino tipico e già entriamo nella loro mentalità: qui quasi nessuno parla inglese, le scritte sono quasi tutte in giapponese e infatti non capiamo cosa ordiniamo da mangiare, ma è il bello del viaggio. I giapponesi si fanno in dodici per aiutare il turista, continuano a parlare imperterriti la loro lingua spiegandoti cosa hai nel piatto o che strada prendere, come se ti stessero parlando in italiano!

E noi ci siamo presto abituati a questo gioco, rispondendo direttamente in italiano, sembrava un dialogo tra matti eppure in due settimane siamo riusciti sempre a comunicare, a ridere, a conoscere persone, è uno dei ricordi più belli che porto con me. Il primo pranzo va così, ci portano tanti piattini minuscoli, ci spiegano come mischiare gli ingredienti e mi accorgo quanto sia semplice capirsi, anche se non si parla la stessa lingua: basta essere interessati ed ascoltare, seguire i loro gesti, i loro sorrisi e i continui inchini.

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Locale del primo pasto…
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Una pasta fredda molto buona, l’uovo crudo andava mischiato con quello che credo fosse un purè di patate
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Immancabile il sushi

I giapponesi sono orgogliosi della loro cultura, si parla la loro lingua… o si parla la loro lingua. Nei ristoranti più turistici, i menù hanno quasi tutti le foto accanto ad ogni singolo piatto, in modo che lo straniero possa indicare quello che vuole e nelle vetrine ci sono i piatti riprodotti nei minimi particolari: anche in quel caso, basta portare fuori il cameriere e indicare il piatto scelto.

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I piatti in vetrina, perfette riproduzioni degli originali
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Qui posso indicare direttamente cosa voglio!

La sera ci rechiamo ad Odaiba, un grande quartiere costruito su un’isola artificiale e offre molte opportunità di svago, centri commerciali, ristoranti e la famosa statua di Gundam, che la sera si illumina e si anima. Come tutte le grandi città, a Tokyo si possono trovare le migliori cucine di tutto il mondo e noi, visto che me ne ero innamorata a Bali, ceniamo al ristorante indonesiano Surabaya. Torneremo anche un’altra sera, per mangiare in una tipica steckhouse americana.

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Gundam
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Gundam illuminato
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Quartiere di Odaiba, con la riproduzione della Statua della Libertà di New York

Dal giorno successivo, si parte con la visita della metropoli. Come prima tappa, andiamo al tempio più sacro, il Tempio Senso – ji. Per arrivare si attraversa la porta del tuono e una bellissima strada con negozietti caratteristici e bancarelle che vendono snack, noi assaggiamo di tutto, soprattutto gli squisiti biscotti caldi ripieni di tè verde, soia, fagioli azuki, che porteremo anche a casa. Il punto focale del tempio è il braciere per l’incenso, respirarne il fumo fa bene alla salute e lo facciamo anche noi. Giriamo per il tempio, ne ammiriamo le sale e le statue e i continui rituali delle persone.

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Nella via che porta al tempio, tanti negozietti e bancarelle
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Una parte del Tempio Senso – ji
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I dolcetti preparati sul momento
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Al Tempio Senso – ji
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Al tempio

Proseguiamo per il quartiere di Ginza, la via più modaiola per lo shopping e ci prendiamo un altro snack prima di pranzo: gli onigiri, triangoli di alga ripieni di riso e pesce crudo, che qui si mangiano regolarmente e io ne diventerò dipendente durante tutte le mie giornate in Giappone. Non avevo nessun problema a fare colazione con riso e pesce crudo!

Ma io sono un caso particolare: non preoccupatevi, la scelta di locali è vastissima per fare ogni tipo di colazione! In seguito, andiamo al quartiere di Roppongi, sempre di tendenza e modernissimo, alcuni grattacieli come Roppongi Hills sono città dentro la città: appartamenti, negozi, cinema,bar… e la statua del ragno gigante, simbolo di questa zona.

Andiamo a vedere un bellissimo negozio di kimono e ci spiegano le differenze dal modello più semplice per tutti i giorni, tipo yukata a quelli per le cerimonie, costosissimi e impegnativi da indossare. Girare per i negozi e fare acquisti è un’esperienza da vivere: bamboline di ogni genere, carta per origami, scatoline dipinte, ventagli, stoffe pregiate, maneki neko ( i famosi gattini con la zampina alzata che portano fortuna) che ho portato a casa in grande quantità…

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Maneki neko
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Souvenirs
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Diversi tipi di onigiri in un negozio

Immancabile un giro al quartiere di Harajuko, dove i giovani si vestono nei modi più strani ed originali e il quartiere Shibuya, con la famosa statua del cane Hachiko, che fedele aspettò tutti i giorni il suo padrone alla stazione di questo quartiere, anche per anni dopo la sua morte, la cui storia è stata resa famosa dal celebre film di Richard Gere. Shibuya è un quartiere bellissimo la notte, la Time Square di Tokyo, con moltissime insegne luminose, locali e l’attraversamento pedonale più trafficato del mondo.

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Ad Harajuko è normale vestire così
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Mitiche!
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Costumi particolari
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Hachiko
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Nel cuore di Shibuya

A Shibuya proviamo prima di cena un maid cafè caratteristico, le ragazze ti accolgono all’entrata vestite da cameriera e il loro scopo è allietarti la serata con balli e giochi, una sorta di velato erotismo sempre presente nel mondo giapponese, che si rifà anche al cosplay, pratica amata dai giapponesi di indossare i costumi dei loro personaggi preferiti. Quasi esclusivamente frequentato da uomini, mi diverto tantissimo e vado anche a ballare sul palco con le maid.

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In un maid cafè

Un altro quartiere che visitiamo è quello di Shinjuku, con negozi di tecnologia, grattacieli e grandi alberghi: noi andiamo a prendere il caffè al Park Hyatt, divenuto famoso per il film “Lost in translation”, con il bellissimo bar ristorante panoramico sulla città. Andiamo anche a vedere il Palazzo Imperiale, l’accesso al pubblico è consentito solo a Capodanno e il giorno del compleanno dell’imperatore, per cui noi vediamo solo l’esterno con le guardie e il fossato.

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Al Palazzo Imperiale
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Imperdibile sosta al bar del film “Lost in translation”

Ci godiamo anche una cena italiana, di ottimo livello: da Piccolo Grande, pizza, risotto al tartufo e tiramisù buonissimi, conosco Nori il proprietario che non vedo da tantissimi anni e ci tengo a passare a salutarlo, mi ha preparato un dolce di benvenuto e ci racconta tante cose sul loro modo di vivere. Per il resto, mangiamo sempre in locali tipici giapponesi, alternando le trattorie tipiche a qualche posto elegante. Ovviamente come in tutte le capitali, troverete ristoranti di ogni genere, tra i migliori al mondo e con qualsiasi offerta culinaria.

La cucina giapponese è molto varia, non solo sushi, sashimi, udon e tempura come troviamo in Italia, ma diverse specialità a seconda della regione che si visita, di cui non sapevo l’esistenza, riso, pasta, carne e molte verdure. E’ diventata patrimonio dell’umanità Unesco, per l’armonia, la varietà, l’impatto visivo e il gusto superlativo. La cucina kaiseki è la più costosa ed è composta da una miriade di piattini con diversi assaggi. Questa la proviamo da Hanasanshou.

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Da Piccolo Grande con Norikazu
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Uno dei nostri piattini durante una cena kaiseki
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Locale tipico giapponese con il tanuki, cane procione
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Locale tipico a Ginza

Un altro quartiere imperdibile è il quartiere dell’elettronica di Akihabara ci colpisce per le innumerevoli luci e le insegne colorate. Questa è la Tokyo che vedevo nei film e immaginavo da casa!

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Akihabara
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Sembra di stare in cartone animato!

Infine, dedichiamo una mattina al mercato del pesce di Tsukiji: tutte le mattine si effettuano vendite all’asta del pesce dalle 5  alle 10 ed è imperdibile, qui si mangerà il sushi più fresco del mondo per colazione e non ce lo perdiamo, oltre a tantissimi altri assaggi di verdure, spezie e cose che non ho identificato, ma tutte molto gustose!

Sembra strano alzarsi presto la mattina per andare a vedere un mercato del pesce, ma è invece un’esperienza imperdibile in un viaggio a Tokyo. Ci sono ristorantini uno accanto all’altro e uomini in giacca e cravatta fanno la fila per fare colazione con il sushi appena preparato. Spettacolare per entrare nella mentalità di un paese il cui pesce è l’alimento principale insieme al riso.

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Assaggio…
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In giro per il mercato del pesce
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Scelgo la mia colazione da passeggio!

Il Giappone è uno dei viaggi più straordinari che io abbia fatto, è un paese unico al mondo, mi ha colpito molto l’estrema educazione, le persone parlano a bassa voce, non si sentono urla, si muovono con leggerezza, si siedono come piume in metrò e si addormentano immediatamente, con le borse aperte, tanto sono tutti onesti qui! Non avessi visto con i miei occhi non ci avrei creduto, è difficile immaginare alcune cose che ho visto, anche raccontarle non è la stessa cosa.

Le studentesse girano con minigonna cortissima e calze parigine o gambaletti, come nei cartoni animati, molto sexy mentre invece il seno è sempre ben coperto. A Tokyo sono tutti ben vestiti, sia donne che uomini, la maggioranza con abiti occidentali per il lavoro, nei paesi troveremo più abiti tradizionali. Girano quasi tutti con una mascherina sul viso, un po’ per proteggersi dai germi e un po’ per il grande rispetto che hanno verso il prossimo: per non attaccare agli altri le loro malattie.

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Dormire in metrò e con la mascherina

Hanno un modo di fare molto elegante che mi ha affascinato. La pulizia è un altro punto di forza, raccontarlo senza vedere sembra quasi un’utopia, ma non si trova niente per le strade, le stazioni sono pulite come se fossimo a casa nostra e i bagni, anche quelli pubblici, perfetti. Le persone non sporcano e in ogni caso è sempre presente ad ogni angolo qualcuno che pulisce. Questi ultimi mi hanno colpito molto, con tanto di asse del water che si solleva da solo, bidet incorporato e musica personale da scegliere. Un mondo molto ben organizzato, preciso, dove regna il rispetto verso il prossimo.

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Cucù!
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Bamboline nei negozi

La metropolitana è un’altra cosa che mi ha colpito, il mattino a Tokyo vi è un’enorme fiume di persone, camminano sole, senza parlare, sempre al telefono, un silenzio quasi irreale dove senti solo il suono dei passi. Appena si siedono, sembra che si spengano: si addormentano immediatamente e spalancano gli occhi alla fermata corretta!

Ma come faranno? I taxi sono un gioiello, con i poggiatesta di pizzo bianchissimo sempre perfettamente stirati e di un bianco accecante. Le persone ti salutano con continui inchini, dalla cameriera al capostazione, e hanno sempre un sorriso sul viso: sarebbe bello vivere in un paese così.

Tokyo è una metropoli immensa, abbiamo scelto le cose che ci interessavano maggiormente ma non basta una sola volta per vederla. Anche se io amo le grandi città e le metropoli, l’anima più vera del Giappone la troveremo altrove, durante altre mete del viaggio… e ne resterò colpita anche io, che ho un debole per l’Estremo Oriente.

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Studentesse in un locale
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Cena in un locale tradizionale

2 commenti

  1. Ciao! Capitata sul blog per caso, volevo farti i complimenti per il racconto su Tokyo! Splendida città, me ne sono innamorata anche io e ci ho lasciato il cuore 🙂
    Solo due appunti: “onighiri” si scrive senza la “h”.. In giapponese la particella “gi” si pronuncia “ghi”; e la seconda cosa è il film del Park Hyatt è “Lost in translation” di Sofia Coppola!

    1. Ahahahahah! Ciao! Ti ringrazio, sto ridendo da sola perchè il film “Lost in Space” non l’ho neanche mai visto! Mentre “Lost in translation” mi piace molto! Grazie per le correzioni, è meglio se mi tieni d’occhio 😉

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