Kenya Africa

La mia Africa: safari in Kenya

Ero stata in Africa altre volte, ma non nella vera Africa, il grande continente, l’Africa nera, quella dei safari, dei grandi animali, delle popolazioni dalle antiche tradizioni, dei tramonti nella savana, dove le stelle sembrano così vicine da toccarle e ti senti parte della natura come non mai. Ero stata in isole idilliache come Mauritius o in paesi stupendi del Nord Africa come l’Egitto, ma mi mancava quello che viene comunemente chiamato “mal d’Africa”.

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Con i fieri guerrieri Masai

Con qualche mese di anticipo per informarmi bene sui vaccini da fare, organizzo finalmente il primo safari della mia vita e scelgo il Kenya, tanto decantato per le bellezze naturali, gli avvistamenti degli animali e il mare azzurrissimo. Partiamo nel marzo 2012 soggiornando al Garoda della Settemari, prenotando da casa il safari con i beach boys, ormai famosi su internet.

Il clima è ottimo, siamo sul finire della stagione secca per cui lo consiglio come periodo, sono da evitare i mesi da aprile a giugno per le grandi piogge, durante i quali la maggioranza delle strutture è chiusa; tra ottobre e novembre,  si verifica la stagione delle piccole piogge. Il volo per Mombasa dura circa 10 ore e poi ci sono ancora un paio di ore di pullman per arrivare sulla costa, non tanto per la distanza, ma perchè le strade sono dissestate, quindi si procede più lentamente rispetto a come faremmo in Italia.

Noi ci siamo informati bene sui vaccini da fare, andando verso la fine della stagione secca era molto improbabile trovare zanzare, per cui abbiamo deciso di non eseguire profilassi contro la malaria, ma questa è stata una decisione personalissima, dopo aver consultato l’ufficio di igiene. Vi consiglio di non prenotare senza consultare un medico, anche se ormai si trovano tanti last minute acquistabili all’ultimo momento. Personalmente non abbiamo visto neanche una zanzara in tutta la settimana di vacanza, ma la malaria è comunque presente e causa morti ogni anno.

In hotel ci siamo trovati molto bene e si trova all’interno del Parco Marino di Watamu, con lingue di sabbia e atolli che affiorano da mare a seconda della luna piena: siamo stati molto fortunati, siamo capitati nella settimana migliore del mese, involontariamente, e il mare che si formava sotto i nostri occhi al mattino era spettacolare!

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Lo spettacolo delle maree davanti all’hotel
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La marea che sale nel pomeriggio, crea ogni giorno un mare diverso

I beach boys sono dei ragazzi del posto, che vi aspetteranno sulle spiagge per cercare di vendervi di tutto, dalle escursioni alle collanine, cercando di essere più veloci degli organizzatori degli hotel. Li troverete anche a Zanzibar e in Madagascar e magari in altre zone. Sono bravi ragazzi, alcuni hanno i loro siti su internet o recensioni positive da parte dei turisti, quindi potete informarvi da casa su chi fidarvi e chi lasciar perdere.

Noi abbiamo deciso di fare alcune cose con loro e un’escursione organizzata in hotel, ma oltre ad essere più economiche, le escursioni sono esattamente le stesse, anche se negli hotel vi diranno che non si è assicurati con loro. In questo modo potrete veramente aiutare i locali e fare anche qualche simpatica amicizia. Alla fine della vacanza abbiamo lasciato loro parecchie magliette, scarpe, cappellini, tutto quello che vi viene in mente loro saranno contenti.

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Con alcuni beach boys nella bassa marea

Sanno essere anche pesanti e pressanti, di solito i primi due giorni, poi quando avrete acquistato con loro o con altri, incominceranno a lanciarsi sui nuovi arrivati. Io mi sono informata prima da casa, come sempre, così invece di cadere nella loro rete come altri turisti, cercando di evitarli inutilmente, sono diventata subito amica di qualcuno e ho passato una bella vacanza, scortata da loro, girovagando anche sulla barriera corallina con la bassa marea, per vedere tante forme di vita diverse, dai ricci di mare alle stelle marine, fino alle murene e al pesce palla!

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Mitico il pesce palla che si gonfia per incutere timore!

Il safari l’ho prenotato addirittura da casa con Tony Manero, alcuni infatti riescono ad aprire una loro agenzia o ad appoggiarsi a qualche italiano che vive in Kenya. Infatti molti europei ormai si sono trasferiti definitivamente in Africa, per vivere al mare e al caldo tutto l’anno.

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Il meraviglioso mare del Kenya

Il primo giorno sono andata subito dai beach boys per farmi fare le treccine ai capelli, metodo tipicamente africano molto comodo, con i continui bagni in mare mi restano i capelli sempre a posto e anche bagnati non gocciolano, lo avevo già sperimentato a Cuba. Una sera in hotel abbiamo anche assistito allo spettacolo dei Kenya Boys, ragazzi che girano il mondo e abbiamo visto anche sui canali tv italiani: i loro spettacoli sono coinvolgenti, basati su acrobazie a ritmo di musica.

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Che bello vedere lo spettacolo dei Kenya Boys! Sono andati anche da Licia Colò!
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Con uno dei membri dei Kenya Boys!

Io ho un debole per le popolazioni di ogni luogo, per cui in Kenya la mia più grande passione era vedere i Masai: fiero popolo orgoglioso, ormai molti sono avvezzi ai turisti e a loro disposizione per spettacoli e per fare la guardia la sera negli hotel, i più autentici sono ancora all’interno del paese, dove noi non possiamo raggiungerli.

Una sera l’hotel ha organizzato la festa africana, con cena a tema: i sapori della cucina africana sono stupendi, in Kenya subiscono le influenze indiane e arabe della cultura swahili; tra i piatti troviamo riso e pollo al cocco, pesce al curry, patate, la cassava (che è un tubero locale), i triangolini ripieni di carne e verdure, banane fritte e l’ugali, una specie di polenta che accompagna le pietanze.

Dopo cena, la serata africana prosegue con balli e canti dei Masai e la vendita dei loro prodotti artigianali. E’ stato anche riprodotta una cerimonia nuziale per farci capire le loro usanze, e tra gli ospiti del villaggio sono stata scelta anche io come sposa!

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Il mio marito Masai!

Una settimana vola in Kenya, è un po’ poco, tra il safari che porta via già una notte o due, tra un altro paio di escursioni e qualche bagno in mare, però a noi come tipologia di viaggio è andata bene così.

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Tra le specialità gli spiedini di coccodrillo!
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La religione islamica è molto diffusa in Kenya

Abbiamo visto Malindi panoramicamente e organizzato la gita a ” Sardegna 2″ così chiamata per la spiaggia di sabbia finissima, si arriva con la bassa marea e si formano atolli spettacolari, i beach boys pescano e preparano aragosta e pesci vari davanti ai vostri occhi e dopo pranzo noterete come sale l’acqua e cambia il panorama.

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Qui montano per cucinare e la marea è bassa…
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… e qui è ora d levare le tende! Guardate com’è salita la marea!

Veramente bellissimo, escursione imperdibile se siete  amanti del mare, per un piacevole bagno tra i pesciolini, siamo all’interno del Parco Marino di Watamu. Ci si ferma anche al largo per fare snorkeling con la barca con il fondo di vetro, per chi non volesse scendere.

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Buonissimo pranzo a base di pesce!
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Lo spettacolo di Sardegna 2
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Relax aspettando il pranzo

Un’altra escursione che consiglio è quella al canyon di Marafa, detta “La cucina del Diavolo”. Il giro nel canyon è leggermente impegnativo, può non essere adatto a tutti se soffrite di vertigini e in certi punti si passa uno alla volta con lo strapiombo da entrambi i lati. Non si viene avvertiti al momento della prenotazione, per cui vi consiglio un paio di scarpe da ginnastica adatte.

Non è la scalata dell’ Everest, le guide kenyote erano in infradito! Per noi non è stato un problema poichè ci informiamo già da casa per conto nostro di come potrà essere un’escursione, ma è giusto avvertirvi. Pinnacoli, guglie, burroni, si alternano dando vita a uno spettacolo bellissimo, un Gran canyon in miniatura africano. I colori variano durante il giorno in base alla luce solare, è molto suggestivo.

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Panorama di Marafa
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All’interno del canyon
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Attraverso il canyon di Marafa
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Una scuola con la sua maestra

Prima di arrivare a Marafa, ci fermiamo in una scuola elementare e in seguito, la nostra guida ci porta al suo villaggio per conoscere la sua gente e la sua famiglia: un’esperienza poco turistica, vera, con gli abitanti del posto, i bambini sono incuriositi dalla mia pelle bianchissima e portiamo loro dei biscotti e della farina comprati per strada. Sono molto dolci, alcuni sorridenti, ma alcuni incredibilmente tristi.

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Un gesto…
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Una condivisione…
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Una speranza…
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Uno sguardo…
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Un’attesa
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Un sorriso…

Il safari lo abbiamo prenotato di due giorni e una notte, indecisi se fare un giorno in più, posso dire che a noi è bastato. Sono stati due giorni interessantissimi, ma anche pesanti, ci si alza all’alba e la guida ci ha detto che siamo stati fortunati, abbiamo incontrato tutti gli animali che si potevano vedere, dalle giraffe agli elefanti, dai leoni ai ghepardi, dai coccodrilli alle zebre. Siamo stati al parco Tsavo Est ed il giorno dopo, allo Tsavo Ovest. E’ molto bello vedere gli animali liberi nella savana, il bello del safari è girare per scovarli perchè ovviamente non siamo in uno zoo: non sono sempre disponibili, per fortuna!

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Gli elefanti
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Leonesse
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I ghepardi

I “game drive” vengono effettuati alla sera, momento della caccia degli animali per accaparrarsi il cibo e la mattina all’alba, i due momenti migliori per avvistare gli animali. La terra rossa della savana è molto caratteristica, la sera te la ritrovi appiccicata ovunque. Abbiamo pernottato in mezzo alla savana, al Voi Wildlife Lodge, è stata un’esperienza indimenticabile: le stanze sono senza vetri alle finestre, solo con zanzariere per impedire che entrino insetti e ci si addormenta con i suoni degli animali. Al mattino presto, in una pozza sotto alla terrazza facendo colazione, abbiamo potuto vedere alcuni animali abbeverarsi.

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Una carcassa, momenti di vita vera
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Le zebre
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I coccodrilli
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Nella terra rossa della savana

Al ritorno verso Watamu, ci si ferma in un tradizionale villaggio Masai, per vedere le loro tipiche basse case fatte di sterco mescolato a fango e rami. L’ interno è diviso in due zone: in una si cucina e nell’altra si dorme. E’ un popolo di pastori molto affascinante, coi loro bracciali e i capelli lunghi tinti con la polvere rossa. Le danze sono ipnotiche, i maschi saltano a turno ad altezze elevate e le donne muovono su e giù il capo in un tintinnio di collane, mentre tutti cantano a cappella.

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Al villaggio Masai
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Accoglienza dei Masai
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Tra i Masai
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Trova l’intrusa, tra i salti dei Masai…
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L’interno di una casa con una ragazza Masai

E’ stato un viaggio bellissimo, un’esperienza di vita che fa tornare a casa con occhi nuovi. Il famoso “mal d’ Africa” ha colpito anche me? Posso dire di no, nonostante tutto. L’ Africa continua a non essere il “mio” continente, penso che un safari nella vita mi basti, ma non nego che sia un posto affascinante e indimenticabile.

Ci sono davvero momenti in cui ho sentito che forse tutto ha origine qui, che forse questa è la nostra terra e ci si sente liberi nella natura… ma ammetto anche che ho percepito molta tristezza nei visi della gente, un mondo molto diverso dal nostro, che a volte mi impedisce di divertirmi perchè penso che io torno a casa mia, dove nonostante la crisi non ci manca nulla, posso aiutare un poco con qualche soldino, col turismo o qualche regalo lasciato là… ma è poca cosa.

Loro fanno km al mattino quando si alzano per andare a prendere l’acqua, che è fonte di vita, le donne faticano tutto il giorno e hanno figli molto presto, i bambini hanno ancora dei sorrisi grandissimi, specie davanti alla novità del turista… noi siamo molto fortunati ad avere tutto e di più, a portata di mano e dobbiamo apprezzarlo.

Il “mal d’Africa” per me è vedere questa disparità, per questo a volte non riesco a immaginare la vacanza in posti dove le popolazioni sono molto povere e spero che un giorno alcune cose possano cambiare.

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Un fiero Masai

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