Samarcanda Uzbekistan

Il mito di Samarcanda

“Non viaggiamo solo per il commercio. Da venti più caldi sono infiammati i nostri cuori ardenti. Per la bramosia di conoscere ciò che non andrebbe conosciuto, percorriamo la Strada Dorata che porta a Samarcanda.” (James Elroy Flecker)

Samarcanda Uzbekistan
Finalmente… Samarcanda…

Visitare Samarcanda per me è stato un sogno, un desiderio che avevo da diverso tempo e che mi ha spinto a prenotare inaspettatamente questo viaggio in Uzbekistan per l’ottobre 2015. Volevo assolutamente vedere con i miei occhi la maestosa piazza Registan e devo ammettere che quando mi sono trovata lì davanti, mi sono commossa come mi è successo solo davanti alle piramidi in Egitto (altra meta che sognavo fin da bambina). Allo stesso tempo, mi sembrava di essere stata lì in passato, tanto l’avevo immaginata, guardata nelle immagini su internet, nei documentari o nei libri.

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Al Registan di Samarcanda

“Tutto ciò che ho udito di Marakanda è vero, tranne il fatto che è più bella di quanto immaginassi”. Già Alessandro Magno la lodava, descrivendo Marakanda, come chiamavano i greci la città di Samarcanda, oggi molto moderna e curata, punto focale della Via della Seta, spazzata via dalla furia di Gengis Khan e tornata alla gloria con Tamerlano e suo nipote Ulugbek.

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Statua di Tamerlano

Il viaggio l’ho organizzato tramite Evaneos, appoggiandomi a un’agenzia locale (la Silk Road Destinations) e creando l’itinerario in base ai miei interessi: siamo partiti dalla visita di Khiva, (dopo circa 5 ore e mezza di volo dall’Italia ad Urgench) proseguendo per Bukhara, Samarcanda e infine la capitale Tashkent (da lì il rientro in Italia in circa 7 ore di volo). Noi abbiamo soggiornato all’Hotel Caravan Serail Chorrakha, vicino alle mete principali.

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Al Registan

Il cuore di Samarcanda è la piazza Registan, che mi ha lasciato senza parole visto il mio grande desiderio di calpestarne il suolo prima o poi. Qui si trovano le madrasse (scuole islamiche) più antiche sopravvissute fino ad oggi, con una profusione di maioliche e mosaici nel tipico color azzurro.

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Uno scorcio del Registan
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Sposi al Registan

La Medressa di Ulugbek è la più antica, terminata nel 1420 e nelle sue aule si insegnavano matematica, filosofia, teologia ed astronomia. Di fronte si trova la Medressa Sher Dor, abbellita da felini a dispetto della tradizione islamica che proibisce di raffigurare esseri viventi. Tra questi due edifici, la Medressa Tilla-Kari, con una stupenda moschea decorata in oro che permette di immaginare come Samarcanda fosse stata gloriosa e potente in passato.

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In piazza Registan, Medressa Sher Dor
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Interno dorato della Medressa Tilla-Kari

Spostandosi a nord est del Registan, merita visitare anche la Moschea di Bibi-Khanym (per l’epoca in cui venne costruita, una delle più imponenti), nel cui ampio cortile si trova il piedistallo per contenere un gigantesco Corano, e il mausoleo di fronte, ed il tipico mercato per farsi un’idea dei prodotti tipici e della vita quotidiana del popolo uzbeko.

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Passeggiando davanti alla Moschea di Bibi-Khanym
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Al mercato, donna con le tipiche sopracciglia avvicinate, simbolo di bellezza.

Da non perdere anche il Mausoleo di Gur-E-Amir, dove riposano Tamerlano, con due figli e il nipote Ulugbek. Dell’Osservatorio di 3 piani di Ulugbek resta solo la parte ricurva dell’astrolabio di 30 metri, per osservare le stelle, ed un piccolo museo per ricordare la storia di colui che viene ricordato come un grande astronomo, prima ancora che come sovrano.

Samarcanda Uzbekistan
Osservatorio di Ulugbek

Un altro luogo che mi ha colpito molto, è la necropoli Shah-i-Zinda, il viale di mausolei ornato da alcune delle più suggestive piastrelle smaltate del mondo musulmano. Qui riposano un cugino di Maometto, e anche la sorella ed un cugino di Tamerlano, tra maioliche ancora originali, veramente eccezionali. All’interno del complesso, si apre il viale del cimitero, nel quale si può passeggiare con rispetto, osservando le particolari tombe (così come avevo fatto in Giappone al Monte Koya).

Samarcanda Uzbekistan
Passeggiando tra i mausolei di Sha-i-Zinda
Samarcanda Sha-i-Zinda Uzbekistan
Sha-i-Zinda: nella parte superiore del mausoleo
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Un momento di preghiera…

Le pietanze che più abbiamo apprezzato durante il nostro viaggio in Uzbekistan sono state: il mitico plov, piatto nazionale composto da riso, carne, uvetta e verdure in olio di cotone, accompagnato dal tradizionale pane (non), la zucca (buglama kovok), i fagottini di pastasfoglia ripieni di agnello e verdure cotti nel tradizionale forno di argilla (somsa), i manty (ravioli simili a quelli gustati in Polonia) e gli spiedini di golosa carne alla brace (shashlik).

Samarcanda Uzbekistan Plov
Il tradizionale plov
Samarcanda Uzbekistan
Lontano dai posti frequentati dai turisti, a mangiare somsa

Passeggiare per Samarcanda è piacevole di giorno per visitare i monumenti storici, incontrnado tantissime coppie di sposi, ma anche la sera: noi abbiamo trovato una città curata, con bellissime fontane, luci, ristoranti e locali per i giovani e i visitatori. Certo non manca nei luoghi più periferici, la povertà che ci ricorda che l’Uzbekistan non è solo la parte dorata mostrata al visitatore. Ma con tutte le sue contraddizioni, resta per me uno dei paesi e dei viaggi che ho amato maggiormente.

Samarcanda Uzbekistan
Con alcune ragazze a Samarcanda

La sua gente cordiale, curiosa verso chi visita la propria terra, sempre pronta per uno scatto fotografico insieme al turista, i maestosi monumenti con la loro preziosa storia e i cibi particolari, li porterò per sempre nel mio cuore e nei miei ricordi.

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Bambini a Samarcanda
Samarcanda Uzbekistan
Le persone non sono ancora abituate ai turisti e amano fare foto con loro
Samarcanda Uzbekistan
Abbigliamenti tipici di Samarcanda

Nel tragitto da Bukhara a Samarcanda ci fermiamo a vedere uno dei tanti campi per la coltivazione del cotone e al villaggio di Mitan, per consumare il pranzo con una famiglia locale. Anche questo è stato un momento di vita interessantissimo, il contatto con la popolazione è secondo me uno dei momenti più utili e intensi in un viaggio, come lo è assaggiare pietanze e cibi locali, magari distanti dal nostro modo di alimentarci.

Samarcanda Uzbekistan Mitan
Con una famiglia locale a Mitan
Samarcanda Mitan
In giro con la famiglia di Mitan
Samarcanda Uzbekistan
Piantina di cotone

Termino con le parole di Tiziano Terzani, perchè rappresentano proprio ciò che penso, struggendomi di malinconia al suo ricordo: “ora che ho visto Samarcanda, non potrò più sognarla.” Ma potrò sempre tornare…

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Cala la sera sul Registan…

4 commenti

  1. come ti sei trovata con le persone? mi sono commossa anche io alle piramidi, mi hai fatto venire voglia di andare in Uzbekistan!

    1. Le persone sono stupende, hanno voglia di un approccio col turista perchè ancora non ne vedono tantissimi. Molti ci hanno chiesto di fare delle foto insieme con i loro cellulari, non solo ragazzini, ma anche persone adulte e famiglie! Sono accoglienti, sorridenti e la nostra guida continuava a ripeterci che per loro era strano vedere due ragazzi giovani come noi, di solito i visitatori dell’Uzbekistan vanno dai 50 anni in su. Per me Samarcanda era un sogno, più di tante mete famose che mi passano sotto gli occhi quotidianamente, non so dirti perchè, ma sono felice di averla vista!

  2. La sogno da tempo e anche se per ora mi devo accontentare del meraviglioso sogno che mi hai regalato attraverso le tue parole e le tue foto, spero prima o poi di poterci andare! Grazie!

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