Osaka

Da Osaka al Monte Koya: una notte in un tempio

Nel mio viaggio lungo il Giappone nel maggio 2013, ho sperimentato esperienze bellissime, come indossare un kimono, dormire in un tipico ryokan a Miyajima, gustarmi un’intera cena kaiseki con tante portate diverse, i bagni termali onsen, fino agli ultimi giorni di questa bellissima vacanza, che ho vissuto in un monastero buddista nel centro del Monte Koya per terminare nella caotica Osaka, mecca della cultura culinaria nipponica, dove sono stata per la prima volta in vita mia in un simpatico neko cafè, bar pieno di gatti che sarebbe presto arrivato anche in Italia.

Dopo aver visitato Tokyo, Kyoto (passando per Nikko, Kamakura e Nara), Hiroshima e l’isola sacra di Miyajima, dedichiamo gli ultimi giorni alla città di Osaka, che abbiamo apprezzato tantissimo per i divertimenti e i molti ristoranti, e a una notte unica nel suo genere all’interno di un monastero buddista, con tanto di colazione e cena vegane, letti futon e preghiera mattutina alle 6.

Non amo fare paragoni, ma tra le città giapponesi che ho visitato, Osaka è quella in cui ci siamo divertiti di più! Un proverbio cita: Kyoto kidaore, Osaka kuidaore: a Kyoto ci si può rovinare per un kimono, a Osaka per una cena. Osaka è infatti la città del Giappone più goliardica, con una movimentata vita notturna e una tradizione culinaria celebre in tutto il paese.

I quartieri di Namba e Dotonbori sono un susseguirsi di insegne luminose, suoni, ristoranti, karaoke, sale di pachincko, come un parco giochi, una sorta di Times Square nipponica.

Osaka
Con le sue insegne luminose e i tanti locali e ristoranti, Osaka ci ha conquistato!
Osaka
L’immagine simbolo del quartiere Dotombori a Osaka

Diversi musei importanti occuperanno i pomeriggi di chi dedicherà tempo a questa città (come il Museo di Storia di Osaka, il Museo d’Arte Nazionale o quello delle Ceramiche Orientali), in attesa di scatenarsi nei mille divertimenti serali.

Noi andiamo anche a visitare il Castello di Osaka, più volte distrutto e ricostruito, con una bellissima vista panoramica. Assistiamo anche ad un matrimonio tradizionale, colpo di fortuna in una splendida giornata di sole.

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Castello di Osaka
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Matrimonio giapponese
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Arriva la sposa!

Tra i divertimenti, lo Spa World con spazi dedicati alle diverse usanze dei bagni termali nel mondo (Giappone, India, Medio Oriente…), gli Universal Studios Japan (un parco a tema), l’Osservatorio del Giardino Pensile costruito tra le torri gemelle dell’Umeda e infine, il Teatro Nazionale Bunraku: il più importante di tutto il Giappone per gli spettacoli delle note marionette. Si possono organizzare visite giornaliere da Osaka per la cittadina di Kobe (la cui carne di manzo è la più costosa al mondo, ma vale il prezzo!) e il castello dell’airone bianco a Himeji, patrimonio dell’umanità Unesco.

Come nel resto del Giappone, ci scateniamo in diversi ristoranti per mangiare sushi, sashimi, yakisoba e altre prelibatezze; pratica l’idea dell’utilizzo di una piastra direttamente nel tavolo in cui si mangia, in modo da poter tenere il cibo caldo o cuocerlo come si preferisce (cucina Teppanyaki).

La cucina giapponese è molto più varia di quella che conosciamo in Italia e cambia di regione in regione, proprio come da noi. La maggior parte dei locali dove siamo andati possiede un bigliettino da visita completamente in lingua giapponese, per cui non riesco purtroppo a lasciarvi i miei soliti consigli per recarvi dove noi ci siamo trovati bene. Siamo sempre stati nelle zone principali di Namba e Dotombori. Ricordo solo Rikyu Ekimarushe.

Osaka
Gli spaghetti saltati sulla piastra: yakisoba
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Come in tutto il Giappone, si sceglie in vetrina il piatto che riproduce perfettamente il cibo che ci verrà servito!

Il sushi è una mia grande passione, quello assaggiato in Giappone è ancora più gustoso e vario di quello che troviamo in Italia; per esempio il tonno si può trovare in tre tipi diversi: akami che è quello più scuro che mangiamo anche nel nostro paese, chutoro più chiaro ed infine il più pregiato e costoso, otoro. Mi avevano detto che dopo aver mangiato sushi in Giappone avrei faticato a mangiarlo da altre parti in futuro: continuo a gustarlo molto spesso e sono rimasta un’appassionata, ma il sapore dell’otoro non l’ho più gustato!

Osaka
Diversi tipi di tonno per il sushi: akami, chutoro e otoro
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Anche le mie scarpe hanno il sushi riprodotto!
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Teppanyaki: si decide al tavolo la cottura di carne e verdure

Ma il piatto più rappresentativo di Osaka e di cui scopriremo essere golosissimi, è l’okonomiyaki. Ricorda la nostra famosa pizza: si scelgono gli ingredienti e i cuochi la preparano davanti a noi. Il locale dove siamo stati noi è Nishikiwarai. Osaka è la capitale gastronomica del Giappone e qui abbiamo passato i giorni più divertenti e goderecci, tra un ristorante e l’altro!

Osaka
Okonomiyaki
Le nostre okonomiyaki sono pronte
Le nostre okonomiyaki sono pronte

Dal momento in cui non sono riuscita a ritagliare un attimo di tempo a Tokyo per andare in un neko cafè, ma ci tenevo fin dal momento dell’organizzazione del viaggio in Giappone, l’ultimo giorno andiamo in uno di questi bar bellissimi, dedicati ai gatti, con l’idea di fermarci una mezzoretta: resteremo tre ore fino al momento di uscire per la cena!

Ci siamo innamorati dell’atmosfera tipicamente zen giapponese, dei tanti micioni di razze diverse tenuti perfettamente, abbiamo giocato con loro, li abbiamo accarezzati e il tempo è volato, non volevamo più andare via! Qui vi lascio un assaggio di questa esperienza!

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Al Neko Cafè di Osaka
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Micioni al neko cafè (trovate l’intrusa!)
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Neko cafè e mensole per gatti: questo è il loro regno
Osaka
Non ho mai visto tanti gatti così curati e puliti tutti insieme!

Pian piano questi neko cafè stanno arrivando in Europa ed in Italia ne abbiamo provati due a Torino (potete leggere il mio articolo): il MiaGola Cafè e il Neko Cafè. Se riuscite ad andare, ve li consiglio entrambi, sono diversi in alcune cose da quelli del Giappone, ma penso sia normale essendo in paesi con tradizioni diverse.

Per esempio in Giappone, le luci erano molto basse e regnava il silenzio mentre qui in Italia nei ber dei gatti c’è la musica come negli altri locali e all’entrata abbiamo dovuto togliere le scarpe, per non sporcare i luoghi dedicati ai mici: questo si usa però anche in molti ristoranti giapponesi e nei ryokan, si lasciano le scarpe all’entrata della stanza in cui ci si accomoderà, mentre in Italia non si usa toglierle.

Osaka neko cafè
In questi bar comandano i gatti…
Osaka
Neko cafè a Osaka: gattoni ovunque!

Infine, in Giappone venivano servite solo alcune bevande avendo l’accortezza di non lasciarle mai incustodite al tavolo: lo scopo di questi neko cafè non è quello del classico bar, ma è di stare un po’ con i gatti, facendoli giocare, accarezzandoli e godendo della loro compagnia, soprattutto nelle città dove si ha poco spazio e poco tempo per tenerne uno. Nei neko cafè di Torino invece, vengono serviti dolci, torte e cibo vario.

Osaka
Dolce dormire…
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I gatti sono curati, a loro agio, hanno molti spazi per dormire e le luci sono basse
Osaka neko cafè
Il gatto sphynx è senza pelo e ha bisogno di una cuccia con una luce calda puntata
Osaka
iamo andati nel tardo pomeriggio e siamo rimasti fino all’ora di cena: il locale era tutto per noi e i nostri a-mici!

Durante la nostra permanenza ad Osaka, ne approfittiamo per dedicare una notte in un monastero buddista nella zona del Monte Koya e visitare uno dei luoghi più sacri del Giappone. L’area del Koya-san è patrimonio mondiale dell’umanità Unesco ed è dedicata a templi buddisti e santuari. Si raggiunge con un viaggio in treno da Osaka attraverso foreste e natura che ci abituano al senso di pace che troveremo giunti al Monte Koya. Straordinaria la funicolare che aspetta i visitatori una volta scesi dal trenino per portarli alla cima del Koya-san (se soffrite di vertigini, non guardate fuori, però è un peccato: perderete lo stupendo panorama!)

Monte Koya
All’interno del Cable car che ci porta al Koya-san: rende l’idea di quanto sia ripida la salita?
Monte Koya
Lo splendido panorama… mentre incrociamo un altro cable car

Il luogo è affascinante e silenzioso e pernottiamo in uno dei monasteri (shukubo) che i monaci mettono a disposizione per i turisti: Shojoshin-in Temple. Una notte è sufficiente poichè l’intera area si visita in un giorno. La posizione di questo tempio è perfetta, circondato da un bellissimo giardino e a pochi passi dall’entrata del maestoso cimitero Okunoin che porta al Mausoleo di Kobo Daishi, il luogo più sacro del Monte Koya. Vicino c’è un piccolo ristorantino dove abbiamo pranzato, come al solito nei paesi si parla solo in giapponese e i menù sono solo in lingua nipponica, ma l’estrema gentilezza dei giapponesi ci fa sempre capire.

All’entrata del tempio si devono lasciare le scarpe, ci attendono le ciabattine da indossare e da lasciare fuori dalla nostra stanza dove cammineremo solo a piedi nudi. Le camere sono tradizionali e ci ricordano l’esperienza in ryokan a Miyajima, in versione più spartana, con letti futon, pavimento tatami, pareti di carta di riso, tv e porte scorrevoli. Anche qui ci forniscono da indossare lo yukata. L’unica differenza è che qui non abbiamo i servizi privati, ma il bagno è in comune: a disposizione ci aspettano le solite ciabattine prima di entrare. Essendo un luogo tranquillo, non ho mai incrociato nessuno. Non manca la sala da bagno tipica giapponese: l’onsen.

Monte Koya
La nostra camera al tempio Shojoshin-in

Per un giorno ed una notte, viviamo come i monaci, la cena vegana tradizionale buddista è alle 17,30 e tutto in paese chiude presto per seguire i ritmi religiosi. L’atmosfera è surreale, perchè per le strade già a quell’ora sembra notte, è tutto chiuso e dopo aver fatto una breve passeggiata, torniamo al tempio per dormire già alle 20. Al mattino la sveglia è alle 5,30 per partecipare ai riti dei monaci e alle loro preghiere: ci si deve presentare vestiti e non con lo yukata, che si può indossare per il resto della permanenza. Alle 7 ci rechiamo nella sala dove abbiamo cenato la sera prima, per una colazione anch’essa a base di riso, vegetali e tofu.

Monte Koya
La cena vegana allo Shojoshin-in Temple
Monte Koya
Le preghiere buddiste

Per me è stato uno dei momenti più emozionanti e rigeneranti di questo viaggio, non solo perchè amo le religioni e filosofie orientali, ma anche perchè fin da piccola sono stata abituata a girare con i miei genitori per tutta Italia monasteri e luoghi sacri, essendo una passione del mio papà. Per cui canti gregoriani e vespri mi sono entrati nel cuore fin da piccina. Come ho amato la messa gospel a New York ad Harlem.

Monte Koya
Esperienza in un tempio buddista

Prima di cena, dedichiamo il pomeriggio alla visita dell’enorme cimitero Okunoin, considerato il luogo più sacro del Monte Koya, passeggiando in una foresta di cedri secolari, tra diverse tombe e pietre monumentali (circa 200 mila) fino a raggiungere il mausoleo di Kobo Daishi. Prima di accedere, ci si deve purificare versando acqua sulle statue presenti prima del ponte che introduce alla parte più sacra. Passiamo dal tempio delle lanterne, con oltre 20.000 lanterne appese.

Monte Koya
L’atmosfera del cimitero Okunoin
Koya-san
Abluzioni prima di entrare al mausoleo
Monte Koya
Lungo il cimitero Okunoin
Monte Koya
Statue raffiguranti Jizo, che protegge i viaggiatori, le donne incinta e i bambini morti prima dei loro genitori o mai nati: vestite di rosso per ricordare i bambini.

Durante la mattinata, prima di rientrare a Osaka, visitiamo i luoghi principali: Danjo Garan con diversi edifici (come il Konpon-Daito dal tetto vermiglio) e la statua dorata di Dainichi-Nyorai, la sala di lettura Kon-do, Kongobu-ji con lo stupendo giardino di pietra (il più vasto del Giappone) e l’entrata principale all’area del Monte Koya, il portale Daimon.

Monte Koya
Pagoda rossa del Konpon Daito
Monte Koya
Statua dorata di Dainichi-Nyorai

Il nostro hotel a Osaka era nel pieno centro di Namba: Swissotel Nankai Osaka. Lo consiglio per la stupenda vista dalle camere e la posizione nel quartiere dei divertimenti. Si trova nello stesso edificio di un centro commerciale.

Osaka
L’ordine nei supermercati in Giappone (all’interno del nostro hotel)

Amo viaggiare da sempre, le mie più grandi passioni sono l’Oriente, gli Stati Uniti d’America e l’Europa. Il Giappone resta uno dei viaggi più belli della mia vita, un paese unico al mondo con le tradizioni e le atmosfere tipiche dell’Asia ma la modernità e la tecnologia più avanzate. E’ diverso da qualsiasi altro paese dell’Estremo Oriente… dopo aver visto la pulizia e l’ordine giapponesi, la loro educazione e il loro tono di voce, penso che ad ogni viaggio che farò, sentirò la loro mancanza…

Monte Koya
Passeggiando sul Monte Koya
Osaka
Arrivederci Giappone…

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