Belgrado, l’anima della Serbia

La Serbia sta aprendo le porte ai viaggiatori di tutto il mondo, dopo che i bombardamenti degli anni ’90 l’avevano tagliata fuori dal turismo. Un paese colmo di meraviglie naturali, storiche e religiose (come i monasteri della Fruska Gora), con due delle città più interessanti da vivere di tutta Europa: Novi Sad, capitale della cultura 2021, e Belgrado, considerata la nuova Berlino per la vasta gamma di eventi, i tanti ristoranti, gallerie d’arte, ed il mix di cultura balcanica, usanze austriache e sapori turchi. E’ una città inaspettata, modaiola, vivace e molto verde con i suoi numerosi parchi e tra le prime capitali al mondo per la vita notturna. Io mi ero innamorata dei Balcani già da giovanissima con la Grecia, in seguito visitando Sofia, la terza capitale più antica d’Europa, e Tirana, capitale emergente dell’Albania.

Panorama dal Brankov Most sulla Città Bianca di Belgrado

Siamo andati a fine aprile 2019 per i festeggiamenti della Pasqua Ortodossa, che non coincide quasi mai con quella cattolica (può capitare), poichè non segue il calendario gregoriano, ma quello giuliano. E’ stato molto interessante assistere alla funzione la domenica e trovare nelle chiese e nei bar le classiche uova di gallina, che vengono dipinte il Venerdì Santo, soprattutto nel colore rosso, simbolo del sangue di Cristo, e che vengono scambiate la domenica di Pasqua. Anche il Natale Ortodosso non viene festeggiato il 25 dicembre, ma il 7 gennaio di ogni anno: è quindi possibile festeggiare a Belgrado due volte il Natale e due volte il Capodanno! Tutto inizia con la vigilia del Natale cattolico il 24 dicembre, a cui segue il Capodanno, proseguendo con le celebrazioni del Natale Ortodosso e i festeggiamenti del 13 gennaio, quando anche i fedeli ortodossi entrano nel nuovo anno.

Le uova dipinte per la Pasqua Ortodossa
All’interno del famoso Hotel Moskva con alcune uova colorate a disposizione della clientela nel giorno di Pasqua

Il cuore della Città Vecchia (Stari Grad) è Knez Mihailova, la strada interamente pedonale più importante di tutto l’est europeo, ricca di ristoranti, negozi, importanti palazzi e bar che congiunge proprio Piazza della Repubblica, dove si trovano il Teatro Nazionale dell’Opera, il Museo Nazionale e la statua equestre di Mihailo Obrenovic, con il Parco Kalemegdan. Passeggiando lungo l’elegante via, si incontrano l’Accademia Serbia delle Arti e delle Scienze di fronte alla Fontana Delijska, ed il Museo Zepter, che ospita una collezione privata di arte contemporanea.

Piazza della Repubblica con i lavori in corso
La Fontana Delijska nella Knez Mihailova

Il Parco Kalemegdan è un’immensa area verde tra i resti delle mura e dei bastioni dell’antica fortezza, tra le più spettacolari d’Europa, che domina la confluenza tra Sava e il Danubio. All’interno ci sono alcune attrazioni come lo zoo e il Museo Militare. Oltre la Torre dell’Orologio, si trova un punto panoramico sovrastato dal monumento “Il Vincitore”, simbolo del raggiungimento della pace. Al di sotto della fortezza si trova una vera città sotterranea, composta da tunnel e fortificazioni, visitabile tramite un tour.

Kalemegdan

In questa zona si possono visitare anche la Residenza della Principessa Ljubica e la Cattedrale di San Michele Arcangelo. Di fronte, una delle kafane storiche della città, dove abbiamo cenato, la “Kafana ?”, nella Ulica Kralja Petra, altra strada storica caratterizzata da un mix di edifici in stile socialista, turco balcanico e austriaco. Proseguendo lungo Ulica Petra si giunge al quartiere Dorcol, il più antico di Belgrado, passando dalla Moschea Bajrakli, l’unica presente in città. A Dorcol ci sono ancora alcuni degli edifici più antichi della città, la Chiesa di Alexandr Nevskij ed il Museo di Storia Ebraica.

Moschea Bajrakli

L’altro cuore pulsante della città è Piazza Terazije, qui si trova lo storico Hotel Moskwa, palazzo verde e oro in stile liberty (dove abbiamo gustato diverse prelibatezze tra cui la storica torta Snit composta da noci, crema, ciliegie e ananas)) e la Fontana Terazije.

Hotel Moskva
La torta Snit al Caffè Moskva

Proseguendo oltre Terazije, si arriva alla piazza Nicola Pasica (noi abbiamo soggiornato qui, al Maccani Luxury Suites), e da Kafeterija abbiamo provato il caffè più costoso del mondo, prodotto con bacche ingerite e defecate intatte dallo zibetto, il cui stomaco non riesce a digerirle, ma ne toglie il gusto amaro: in indonesiano Kopi (caffè) Luwak (zibetto).

Trg Nicola Pasica

Proseguendo si supera il Palazzo del Parlamento Serbo in stile neoclassico, percorrendo la via più lunga della città (Boulevar Kralja Aleksandra) fino al parco cittadino Tasmajdan, caratterizzato dalla splendida Chiesa di San Marco (riproduzione della chiesa trecentesca del monastero di Gracanica in Kosovo) e dal Caffè Sansa dove abbiamo gustato la sacher torte viennese, tra le specialità dolciarie della città insieme alla baklava turca.

Parlamento Serbo
Tasmajdan, Chiesa di San Marco

In Piazza Slavija troviamo una bella fontana che la sera si illumina e diffonde musica. All’angolo tra Nemanjina e Kneza Milosa, si trova il palazzo bombardato dalla NATO nel 1999, volutamente lasciato abbandonato dalle istituzioni serbe per ricordare a tutti l’orrore di quel periodo, così vicino a noi sia come tempo che come distanza.

Il Palazzo bombardato dalla Nato

Il Tempio di San Sava è la Chiesa Ortodossa più grande del mondo e mi ha lasciata a bocca aperta, non solo per la maestosa imponenza, ma anche per i suoi interni (i lavori sono ancora in corso), soprattutto la cripta è meravigliosa con i suoi mosaici dorati.

Il Tempio di San Sava, la Cattedrale ortodossa più grande del mondo
Mosaici a San Sava

Imperdibili a Belgrado sono i tanti musei, tra i quali il Museo di Storia Jugoslava, che ospita la Casa dei Fiori, il mausoleo con le spoglie del generale Tito, per 30 anni alla guida della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia (in questa zona si trova anche il Palazzo Reale) e quello dedicato al fisico Nicola Tesla, allestito in una bella palazzina, dove si trovano anche le sue ceneri. Il materiale (come ha richiesto nel suo testamento) è stato trasferito a Belgrado dagli Stati Uniti, dove ha vissuto ed è morto. Qui ci siamo divertiti tantissimo: il museo è piccolo, ma se siete interessati alla scienza e alla storia del noto scienziato, è possibile fare anche alcuni esperimenti!

L’ultimo giorno lo dedichiamo alla visita di Zemun, oggi quartiere periferico di Belgrado,in passato cittadina autonoma sotto dominio asburgico: si colgono infatti le differenze con il resto di Belgrado, caratterizzata dall’influenza ottomana. Merita la visita della chiesa di San Nicola e una salita alla Torre di Gardos per lo splendido panorama.

Panorama dalla Torre di Gardos

La vita notturna è una delle più vivaci di tutta Europa, si concentra negli splavovi (imbarcazioni galleggianti sul fiume su cui sono stati realizzati bar, discoteche, ristoranti), nel quartiere di Savamala subito sotto il ponte Brankov (noto anche per i murales colorati creati da artisti di fama mondiale, gli atelier e le gallerie d’arte), in tutto il centro città, a Skadarlija e a Novi Beograd.

Savamala, uno dei quartieri trendy di Belgrado

Il quartiere di Skadarlija, la Montmartre serba, è chiamato così proprio perchè, al pari di quello ben più noto di Parigi, è il luogo della città nel quale si incontravano poeti e artisti di tutta la Serbia. La strada acciottolata, l’atmosfera bohémienne e i numerosi ristorantini con i tavolini sul porfido sono imperdibili, almeno per una sera (noi ci siamo fermati da Crvena Ruza Mala Kuca). Novi Beograd è il quartiere caratterizzato da Usce, area trasformata in shopping center con negozi, cinema e divertimenti vari.

Skadarlija

La doppia identità belgradese si scopre tra ristoranti e pasticcerie, caratterizzati dalle influenze austroungariche e da quelle ottomane, così come accade nell’architettura della città. Il regno del risparmio sono le kafane, le autentiche trattorie dove si può gustare il vero cibo serbo: cevapcici (polpette di forma allungata), sarma (involtini di cavolo), karadordeva (cotoletta arrotolata impanata ripiena di prosciutto e formaggio), ajvar (crema di peperoni), le varie corba (zuppe), kajma (formaggio cremoso); le golosissime carni (io ho assaggiato l’agnello) sono cucinate secondo la tradizione ispod saca, che prevede la cottura sotto un coperchio sul quale vengono sistemate braci incandescenti.

Agnello cucinato sotto una sacca per diverse ore (ispod saca)

Nelle kafane si viene sempre accolti dalla buona musica dei suonatori che verranno intorno al vostro tavolo e l’arredamento ricorda quello delle case dei nostri bisnonni. Per pranzo merita fermarsi nelle pekare, panetterie dove ci si può anche sedere a mangiare le torte salate tipiche dei Balcani, ripiene di carne, formaggi, patate o verdure: le pita (la più nota è la gibanica, a base di pasta fillo e kajmak) e i burek (di pasta sfoglia) già gustati in Albania.

Alla storica “Kafana ?” con i cevapcici e la cotoletta ripiena di formaggio e prosciutto

A Belgrado troverete anche ristoranti con cucine di tutto il mondo, ristoranti gourmet, sushi bar, pizzerie, nordic cuisine assaggiata già a Helsinki o Tallinn! Noi per esempio, quando ci fermiamo parecchi giorni vogliamo provare anche altre pietanze oltre a quelle locali e qui abbiamo voluto assaggiare dell’ottimo sushi al Moon Sushi, il locale giapponese più antico della città, e una pizza come viene preparata in Italia, da Majstor I Margarita.

A Belgrado si passa dai sapori della sacher torte nelle pasticcerie più eleganti in stile viennese a quelli del baklava nelle tradizionali kafane di epoca jugoslava, dall’Occidente all’Oriente; la capitale della Serbia, che sorge sulle sponde del Danubio (che attraversa città come Budapest e Bratislava) e della Sava, ha visto passare celti, romani, turchi, bizantini, austriaci, i bombardamenti delle due guerre mondiali e quelli della Nato nel 1999…peccato non averla scoperta prima. Per anni lontana dal turismo, è arrivato il momento di cogliere l’anima elegante e all’avanguardia della Città Bianca (Beli Grad, il suo nome originale). E’ tempo di Belgrado.

Belgrado vista dalla Fortezza di Kalemegdan la sera

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